Taiji Kase
Il Maestro Taiji Kase. Nato il 9 febbraio 1929 a Chiba ( Giappone ) morì il 24 Dicembre 2004. Inizia la pratica dello Judo all’età di sei anni; diventa uno dei migliori combattenti per la sua abilità, per la velocità di esecuzione, la potenza della sue tecniche. “Nel 1944, a 15 anni, dopo aver passato l’esame di 2° Dan, ebbi l’opportunità di sfogliare un libro di Gichin Funakoshi intitolato “ Karate Do Kyohan “, nel quale le foto delle tecniche mi sorpresero molto, era qualcosa che non avevo mai visto prima,. Fu così che decisi di avvicinarmi al Dojo di Shotokan. Assistetti ad una sessione di karate diretta dallo stesso Funakoshi, io conoscevo già il Judo, il Kendo e qualcosa dell’Aikido, però quello che vidi era totalmente diverso, volevo impararlo anch’io. Dopo aver parlato con Gichin Funakoshi e dopo che si furono assicurati che non ero un bandito, né un delinquente, fui accettato come alunno nel Dojo-Kan. A quei tempi, si era molto rigidi nella selezione degli allievi e non era cosa per tutti…. Forse oggi questo può sembrare un po’ esagerato, però nel 1944, le persone che possedevano un’arma da fuoco, una Katana o che praticavano Karate, dovevano notificarlo alla polizia. Una cintura nera era considerata come un’arma vivente. In effetti, si diffondevano racconti nei quali, per esempio, una cintura nera di Karate aveva cacciato a “ suon di colpi “ una banda di mascalzoni dal suo quartiere.
Le cinture nere di Karate erano molto, molto rispettate in tutto il Giappone.
Il loro spirito, il loro livello e la loro mentalità erano totalmente diversa dei giovani nostri. Ricordo che in un’occasione, un compagno piccolo e magro, si fratturò un braccio nell’eseguire un Gedan Barai ( Parata bassa ) contro un attacco di Mae Geri ( Calcio frontale ) di un ragazzo molto più alto e forte di lui, però con il suo contrattacco, fece cadere il suo avversario. Questo era lo spirito del Dojo Shotokan .” Nei vari anni di guerra, l’esercito giapponese aveva bisogno di soldati. Alla fine del marzo del 1945 Taiji Kase venne reclutato nell’aviazione, in particolare nel corpo speciale dei kamikaze. Tuttavia e per la fortuna del Karate Shotokan, la guerra fini nell’agosto dello stesso anno.” Per il Giappone, perdere la guerra rappresentò un grande trauma. Molte persone della mia generazione combatterono in quella guerra, alcuni, come successe a me, furono destinati a diventare Kamikaze. Io non lo diventai perché la guerra terminò proprio prima del momento di uscire nella missione suicida. In quel periodo di guerra c’erano più piloti che aerei e noi avevamo lo spirito e la mentalità del combattimento a morte, perché dovevamo difendere il nostro paese, quello stesso spirito del Karate, dove si lottava per la vita o la morte. Oggigiorno tutto questo potrebbe apparire un po’ duro, ma per noi era molto chiaro. Durante la guerra, ci allenavamo sempre con l’idea di uccidere l’avversario, in ogni tecnica, in ogni movimento. Nel combattimento mantenevamo questo stesso spirito, solo che all’ultimo istante fermavamo il colpo. A volte però nonostante tutto questo controllo, si verificavano degli incidenti abbastanza gravi. Il 15 Agosto del 1945, l’imperatore Hiro Hito firmò la resa incondizionata da parte del Giappone. Negli anni 1950 Isao Obata fondò la Japan Karate Association ( J. K. A. ) con l’obbiettivo di appoggiare la gestione e la diffusione che Gichin Funakoshi stava già realizzando. O’Sensei fu nominato istruttore capo, Isao Obata suo direttore e Kichunosuke Saigo, presidente della stessa. Questa associazione unì praticamente tutti gli allievi di Karate Shotokan, anche se ci furono alcune assenze importanti. Già uno dei più qualificati istruttori della Japan Karate Association, il Maestro Kase arrivò in Europa nel 1965 e da allora, dopo alcuni anni trascorsi in Olanda ed in Belgio, poi si trasferì a Parigi. Qui si fece subito apprezzare per le sue straordinarie qualità tecniche ed umane. in quegli anni la Francia era ai vertici del Karate Europeo e il M° Kase fu subito chiamato dal presidente Jacques Delcourt ad allenare l’equipe Parigina. L’incarico che comunque lui lasciò di li a poco per una precisa scelta di vita: l’insegnamento del Karate Shotokan secondo i più precetti del suo fondatore, scevro da condizionamenti politico sportivi. Questa è una costante nella vita del M° Taiji Kase: quella di essersi sempre tenuto fuori dalla politica sportiva, politica che spesso ha avvelenato l’ambiente del Karate. Egli incarna l’amore per il Karate cui ha dedicato tutta la vita. La rettitudine del suo comportamento, la lealtà verso gli amici e gli allievi, la profonda umanità che lo contraddistingue, fanno di lui un punto di riferimento preciso per quanti amano la disciplina del Karate al di sopra delle sigle.